venerdì 4 ottobre 2013

Altro che mercenari, il Fronte fa solidarietà!

Rispondiamo a chi ancora, dopo 28 mesi di attacco terroristico ad una nazione sovrana, e dopo altrettanti mesi di nostra attività, continua a diffamare, mistificare, intorpidire le iniziative del Fronte europeo di solidarietà per la Siria. Questa organizzazione è composta da migliaia di liberi cittadini che in Europa e in Sud-America si sono spontaneamente e liberamente associati per sostenere il popolo siriano e il diritto della Siria ad esistere come nazione indipendente e sovrana.

Le nostre attività, che non ricevono alcun aiuto finanziario dal governo siriano e che coinvolgono cittadini, associazioni, esponenti religiosi ed istituzionali, sono di carattere solidale, culturale e politico: ne sono testimonianza le numerose conferenze e manifestazioni pacifiche organizzate fino ad oggi, ribadiamo, in sostegno al popolo siriano, martoriato ormai da due anni di guerra terroristica, e al legittimo governo, espressione della volontà del popolo;

Le trame, le organizzazioni “segrete” di mercenari in viaggio, sono solo lo squallido tentativo di chi prova a delegittimarci, affibbiando delle matrici ideologiche o addirittura complottiste alle nostre attività e al sacrificio di un popolo che sta difendendo le proprie case, la propria cultura - quella millenaria e solare e non oscurantista e fondamentalista - le proprie istituzioni e i propri figli.

Ed è a quest’ultimi particolarmente che ci sentiamo vicini, e ancora una volta lo certifichiamo concretamente, attraverso la missione, conclusasi alcune settimane fa, che una nostra delegazione, insieme a cittadini italiani e siriani, ha portato a termine in Siria. Viaggio che ha avuto come scopo unicamente quello di portare sostegno alle istituzioni siriane attraverso la proposta di un progetto solidale a favore della popolazione civile, in particolar modo le donne ed i bambini, stretti nella morsa dell’attacco terroristico e dell’embargo. Gli unici mercenari presenti in Siria sono i 32.000 miliziani di ben 82 differenti nazionalità, di cui molti provenienti da Unione Europea e Stati Uniti, che, assoldati e finanziati da alcuni Stati limitrofi, o anche a casa nostra (basta citare il caso del ventenne genovese), e indottrinati all’Islam fondamentalista, stanno portando la guerra in Siria.


Matteo Caponetti- coordinatore European solidarity front for Syria

Giovanni Feola- resp. Fronte europeo per la Siria in Italia, delegazione italiana in Siria.

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