lunedì 21 settembre 2015

Siria, partita da Roma la delegazione degli studenti italiani


Roma, 19 set – Alla volta di Damasco è partita stamane la delegazione del Fronte europeo per la Siria e del Blocco Studentesco alla guida del gruppo di giovani italiani invitati alla Conferenza Internazionale della Gioventù che inizierà domani nella capitale siriana.
La delegazione, composta principalmente da rappresentanze studentesche, giovani giornalisti e fotografi, parteciperà al convegno organizzato dalla società civile siriana: un’eccezionale occasione di interazione e dialogo di giovani provenienti da numerosi Paesi con il mondo giovanile siriano, costretto a subire da più di quattro anni la destabilizzazione della propria nazione.
All’insegna dello slogan “Un passo per la Siria”, con cui si promuove l’evento, i giovani saranno coinvolti in numerose attività artistiche e culturali, nelle quali sarà possibile confrontarsi con gli aspetti più profondi della cultura e delle tradizioni della millenaria storia siriana, fatta di innumerevoli sfaccettature e dinamicità.
“Noi del Fronte europeo per la Siria siamo più che onorati di aver ricevuto quest’invito – ha detto Saverio Di Giulio, membro della delegazione italiana – sintomo del fatto che nelle nostre precedenti esperienze in terra siriana abbiamo posto delle solide basi per progetti futuri”.
Il Fronte infatti nell’autunno del 2013 ed in quello del 2014 ha realizzato due missioni di ampio respiro al fine di mostrare vicinanza a chi, allo strenuo delle proprie forze, sta tentando di difendere la propria sovranità e la propria libertà, senza tralasciare l’aspetto umanitario: è stato infatti raccolti in Europa numeroso materiale, tra cui medicinali e beni di prima necessità, e addirittura due ambulanze, consegnate proprio in terra siriana.
“Quella che inizia oggi, rappresenta per noi la terza missione – continua Di Giulio – sarà un ulteriore occasione per consolidare le relazioni con il popolo siriano, nello specifico con i giovani, mostrando loro la nostra solidarietà ma anche stima ed ammirazione per la capacità di affrontare l’immane tragedia che sta interessando il loro Paese”.
“Con l’opportunità offertaci – conclude – avremo senza dubbio modo di stabilire nuove sinergie e collaborazioni in ambito culturale e solidale, tutto questo perché noi siamo totalmente distaccati da quella parte di mondo occidentale che da quattro anni tenta di nascondere la verità su quanto realmente sta accadendo in Siria. Noi sappiamo benissimo che non c’è stato alcun popolo che voleva cacciare Assad, noi sappiamo che non c’è stata nessuna guerra civile, perché coloro che combattono in Siria contro l’esercito governativo sono mercenari; noi sappiamo quali sono i Paesi che hanno armato queste bande criminali. Entusiasti e motivati diamo quindi in via alla Missione Internazionale Siria 2015”.

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