lunedì 27 gennaio 2014

Il Fronte Europeo per la Siria è per la seconda volta a Damasco!

For the second time from its foundation, a delegation will visit Syria’s capital, Damascus. After the first visit made during the end of summer 2013 by the Italian branch, now it’s the turn of the Belgian branch‘s representative of European Solidarity Front for Syria. During the visit there will be meetings with representatives of Syrian institutions, activists and media. We express again our support to Syrian people and its legitimate government.
Also will be prepared and will publicized the next mission which will take place in spring 2014.
More details and photos of this mission will be published during the week.

Per la seconda volta dalla sua fondazione, una delegazione visiterà la capitale della Siria, Damasco. Dopo la prima visita effettuata durante la fine dell’estate del 2013 dal ramo italiano, è ora il turno del rappresentante del ramo belga del Fronte Europeo di Solidarietà per la Siria. Durante la visita ci saranno incontri con i rappresentanti delle istituzioni siriane, attivisti e media. Esprimiamo di nuovo il nostro supporto alla popolazione siriana e al governo legittimo siriano.
Verrà preparata e pubblicizzata la prossima missione che si terrà nella primavera del 2014 .
Ulteriori dettagli e foto di questa missione saranno pubblicati durante la settimana.

domenica 26 gennaio 2014

Siria, Damasco, Centinaia di famiglie tornano alle loro case in Barzeh, dopo la riconciliazione nazionale

Centinaia di famiglie iniziano il ritorno alle loro case nel quartiere di Barzeh a Damasco dopo il successo della riconciliazione nazionale.

Centinaia di famiglie erano scappati lasciando le loro case nel quartiere Barzeh a causa dei atti dei gruppi terroristici armati.

SANA reporter ha detto che le famiglie sono entrati le loro case dopo che le autorità specializzate nella provincia di Damasco hanno ripristinato tutti i servizi e la riparazione delle infrastrutture.

mercoledì 22 gennaio 2014

Ora a Montreux

La Comunità siriana in Italia e il Fronte Europeo per la Siria sono giunti da Roma a Montreux. Nella città elvetica, in questo momento, più di cinquecento sostenitori del legittimo Presidente Bashar Assad stanno manifestando davanti al Montreux Palace Hotel in occasione dell'apertura dei lavori della Conferenza di pace Ginevra II.



martedì 21 gennaio 2014

Il Presidente Bashar Al-Assad alla delegazione ufficiale della Siria a Ginevra 2

Il Presidente Bashar Al-Assad alla delegazione ufficiale della Siria a Ginevra 2: "La delegazione deve essere all'altezza dell'incarico, rappresentare le sofferenze e le speranze del popolo, conservare la sovranità della Siria e rifiutare qualsiasi ingerenza estera, senza mai cedere i nostri principi nazionali, in particolare la conservazione della nazione del popolo e facendo dei loro interessi una priorità”.

sabato 18 gennaio 2014

Nel tempo dell'inganno universale dire la verita' e' un atto rivoluzionario!

 
 
Fronte europeo per la Siria e Comunita' siriana in Italia saranno presenti a Montreaux in occasione dell'inizio della conferenza internazionale sulla situazione siriana. Dopo tre anni di continuo supporto arriva il momento piu' importante p...er far sentire la nostra voce a sostegno dell'unica Siria legittima, quella del presidente Bashar Al-Assad, del popolo e dell'eroico esercito nazionale.
Nel tempo dell'inganno universale dire la verita' e' un atto rivoluzionario!

venerdì 17 gennaio 2014

Il presidente Al-Assad riceve Zarif

Il presidente Al-Assad riceve Zarif: "Il Pericolo dell'ideologia wahhabita sta minacciando il mondo intero e non solo i paesi della regione. il popolo siriano e alcuni dei popoli della regione sono diventati consapevoli della gravità di questa ideologia terroristica e tutti devono contribuire ad affrontarla e sradicarla dalle sue radici."

Lo ha sottolineato il presidente Al-Assad durante l'incontro con Mohammad Javad Zarif, Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, e la delegazione che lo accompagna.

A sua volta Zarif ha detto: L'Iran è pronto a unificare gli sforzi tra i paesi della regione per affrontare le sfide e la lotta al terrorismo per raggiungere la sicurezza e la stabilità, affermando che L'Iran sostiene il popolo e la leadership siriana e nel raggiungere il successo della Conferenza di Ginevra 2

mercoledì 15 gennaio 2014

PUTIN E L’ARTE DI PARLARE CHIARO!

Oramai è alla luce del sole il coinvolgimento, il finanziamento ed il sostegno militare, che l’Arabia Saoudita, fornisce ai gruppi terroristi che combattono in Siria, così come in Libano, Iraq ed Egitto, sotto la bandiera dell’Islam takfirista a guida Qaedista. Questo paese, l’Arabia Saoudita, che tutti corteggiano per spillargli soldi, è nato dalla volontà delle potenze colonialiste, governato impunemente ed in modo totalitario da una famiglia di bedouini posti sul trono del paese dagli Americani ,che di fatto controllano la penisola Arabica e le sue fonti del petrolio.
Una “dinastia” dal pensiero Islamico, a dir poco estremista ed integralista come lo é il Wahabismo. I governanti di questo regno delle sabbie, assieme ai piccoli statarelli della penisola arabica, con un ruolo di sudditanza (leggasi Qatar, Bahrein, Kuwait, UAE ed altri), continuano ad usare i ricchi proventi del petrolio per finanziare l’intero progetto di destabilizazzione del Medio Oriente, fino a giungere a voler colpire la Russia di Putin, usando quello che è oramai tristemente conosciuta come Al Qaeda. Questo era il sapore delle minacce del capo dell’intelligence Saoudita all’indirizzo del Presidente Putin durante la sua ultima visita a Mosca per cercare di dissuadere i Russi a continuare a sostenere il Presidente Siriano Al Assad.
Ma quale é stata la reazione del Presidente Russo all’ultima provocazione fatta dai bedouini Saouditi alla Russia, quando gli ultimi rapporti sui recenti attentati a Volgograd, che hanno causato la morte ed il ferimento di centinaia di persone, hanno provato che tutte le “piste portavano allo stesso paese che gestisce le cellule terrorische” che stanno insanguinando la Syria ed il Medioriente: leggasi l’Arabia Saoudita?
E di ieri la notizia che circola sui media Arabi, circa il clima di aspettazione che regna in Arabia Saoudita, dopo aver preso visione della missiva che una delegazione inviata dal Presidente Putin ha rimesso al sovrano Saoudita, e che sostanzialmente precisava che gli ultimi attentati esplosivi avvenuti sul territorio della Federazione Russa, hanno superato, per i Russi, una ligna rossa di demarcazione che non doveva essere superata. La lettera specificava che la Russia di oggi NON è la Russia di Eltsin o l’Unione Sovietica di Gorbacev. (Ricordiamo i due leader che contribuirono negli anni 90 a smantellare la potenza Sovietica e a svenderla all’Occidente. NdA)
La lettera continua dicendo : dovete sapere che il sangue versato dei nostri cittadini, vi farà annegare assieme al vostro regno, e nessuna nave potrà essere utile a salvarvi, se non ottempererete alle nostre richieste. Oggi la richiesta di dimissioni del Presidente Assad è strettamente subordinata alla fine del regno Saoudita. (fine citazione)
Terminato l’incontro durato 15 minuti, e già i governanti Saouditi cominciavano ad esaminare gli avvertimenti dei Russi, perché una minaccia dal tono cosi alto ed esplicito, non estata mai udita da nessun sovrano Séoudita, prima d’ora. Una minaccia che esce dalle consuete schermaglie e minacce mediatiche, o attraverso terze parti come è usanza politicamente parlando.
Un diplomatico di alto livello, accreditato presso la delegazione Russa, ha riferito agli organi di stampa, che ciò che i governanti della famiglia Saoud hanno udito, gli ha fatti prendere sentore del pericolo che regna sulla continuità del loro regno, vista la loro responsabilità nelle varie crisi che sobbillano la regione ultimamente.
Ad incrementare il timore della famiglia regnante degli Saoud, arrivano anche gli ammonimenti dal tono molto duro dell’Iran, paese che i Saouditi considerano acerrimi nemici. Gli ammonimenti Iraniani, avvertono chiaramenti i Séouditi a non essere tentati nell’intervenire militarmente contro il governo Iraqeno nella regione di Falluja ed Al Anbar, considerando una tale azione una dichaiarzione di guerra contro Teheran, precisando che “le vostre regioni non saranno al riparo dalla rappresaglia Iraniana, ad eccezione della Mecca, di Medina, e della zona di Al Bouqai”, ritenute luoghi sacri dell’Islam. (Attualmente il governo Iraqeno, alla stregua del governo Siriano, conduce una offensiva militare contro Al Qaeda e le sue varie diramazioni, nelle zone sopra citate, e parzialmente sotto controllo delle fazioni Salafite e Jihadiste, le stesse che combattono in Siria, e apertamente sostenute e finanziate dal regno Wahabita delle sabbie…
Le carte del gioco sono state mescolate molto bene, e l’intera regione è in aspettazione della soluzione positiva di molte crisi esistenziali, senza più la possibilità di imposizione di dettami Occidentali attraverso l’operato dei Saouditi.
Noi Siriani, non possiamo che essere grati al Presidente Putin per la sua posizione avverso i spregevoli mandatari Saouditi, al servizio degli interessi dei sionisti, degli Americani e dell’ipocrita e vigliacco Occidente, con l’Europa in primis. E come i Russi noi non dimenticheremo, e a suo tempo, dopo aver ripulito la Siria dalla feccia, gliela faremo pagare a quei quattro bevitori di urina di cammello travestiti da “emiri”, e tutto il loro oro non li potrà salvare.
Viva la Siria!
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