Il ministro degli Esteri belga Didier Reynders ha detto che più di 20 su circa 200 terroristi belgi che stanno combattendo in Siria sono stati uccis...i in questo paese.
Reynders ha detto al quotidiano “La Libre” che sono stati individuati i nomi di oltre 200 cittadini belgi, che stanno combattendo tra le file dei gruppi estremisti in Siria, compreso lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL), e più di 20 di loro sono stati uccisi li.
Egli ha detto che la preoccupazione più seria è come rintracciare queste persone per valutare il grado di pericolosità dopo il loro ritorno in Belgio o in altri paesi, e ha osservato che queste persone non solo hanno una ideologia estremista, ma hanno acquisito esperienza di combattimento che permette loro di intraprendere qualsiasi azione.
Reynders ha citato il caso di due giovani donne, di età compresa fra 17 e 19, che sono andati in Siria e sono stati coinvolti in relazioni con membri dei gruppi armati più estremisti del paese.
martedì 14 gennaio 2014
domenica 12 gennaio 2014
Al-Jaafari: Non è più un segreto, il coinvolgimento del regime saudita nel terrorismo in Siria
L'inviato permanente della Siria alle nazione unite Dr. Bashar al-Jaafari ha detto che il regime saudita è coinvolto nell’istigare la gente al... terrorismo e l'invio di terroristi in Siria con il pretesto della Jihad, tra cui "la jihad del sesso".
"Questo fatto è stato confermato a partire dalla dichiarazione del ministro degli esteri saudita Saud al-Faisal che ha ammesso due volte in Cairo che l'Arabia Saudita sta armando l'opposizione ... è una chiara confessione", ha detto al-Jaafari in una intervista con il canale al-Mayadeen TV.
Egli ha sottolineato che l'Arabia Saudita sta istigando la gente al terrorismo e a perpetrare massacri in Siria, aggiungendo che il cosiddetto "Fronte Islamico" è anche un'organizzazione terroristica.
La Siria ha ripetutamente messo in guardia il sostenimento e l’istigazione al terrorismo praticato dal regime di Al-Saud, che è una violazione delle risoluzioni internazionali, e dall'inizio della crisi, ha inviato una serie di lettere alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza affermando che il regime saudita è coinvolto nei crimini perpetrati dai gruppi armati terroristici in Siria.
"Questo fatto è stato confermato a partire dalla dichiarazione del ministro degli esteri saudita Saud al-Faisal che ha ammesso due volte in Cairo che l'Arabia Saudita sta armando l'opposizione ... è una chiara confessione", ha detto al-Jaafari in una intervista con il canale al-Mayadeen TV.
Egli ha sottolineato che l'Arabia Saudita sta istigando la gente al terrorismo e a perpetrare massacri in Siria, aggiungendo che il cosiddetto "Fronte Islamico" è anche un'organizzazione terroristica.
La Siria ha ripetutamente messo in guardia il sostenimento e l’istigazione al terrorismo praticato dal regime di Al-Saud, che è una violazione delle risoluzioni internazionali, e dall'inizio della crisi, ha inviato una serie di lettere alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza affermando che il regime saudita è coinvolto nei crimini perpetrati dai gruppi armati terroristici in Siria.
giovedì 9 gennaio 2014
Fronte europeo e Comunita' siriana, 16 gennaio presidio davanti l'ambasciata dell'Arabia Saudita a Roma.
COMUNICATO MANIFESTAZIONE
Il Fronte europeo per la Siria e la Comunita' siriana in Italia invitano tutti a partecipare al presidio del 16/01/2014 a Roma davanti l'ambasciata dell'Arabia Saudita. Lo scopo della manifestazione, indetta a poch...i giorni dall'inizio della conferenza di Ginevra 2, sara' quello di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al protarsi della guerra in Siria che dura ormai da quasi tre anni, perpetrata oltre che dai principali stati occidentali, anche da alcuni paesi del medio-oriente come appunto l'Arabia Saudita, principale sostenitrice e finanziatrice dei terroristi fondamentalisti che continuano ad insanguinare la Siria.
Appuntamento alle ore 11.00 presso l'ambasciata dell'Arabia Saudita in via Pietro Raimondi 14.
Invitiamo tutti a ribadire il proprio sostegno al popolo siriano e al suo legittimo governo.Visualizza altro
Il Fronte europeo per la Siria e la Comunita' siriana in Italia invitano tutti a partecipare al presidio del 16/01/2014 a Roma davanti l'ambasciata dell'Arabia Saudita. Lo scopo della manifestazione, indetta a poch...i giorni dall'inizio della conferenza di Ginevra 2, sara' quello di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al protarsi della guerra in Siria che dura ormai da quasi tre anni, perpetrata oltre che dai principali stati occidentali, anche da alcuni paesi del medio-oriente come appunto l'Arabia Saudita, principale sostenitrice e finanziatrice dei terroristi fondamentalisti che continuano ad insanguinare la Siria.
Appuntamento alle ore 11.00 presso l'ambasciata dell'Arabia Saudita in via Pietro Raimondi 14.
Invitiamo tutti a ribadire il proprio sostegno al popolo siriano e al suo legittimo governo.Visualizza altro
martedì 7 gennaio 2014
La più grande minaccia alla pace globale nel 2013? Gli Usa
Washington, 6 gen – Gli Stati Uniti sono la più grande minaccia alla pace mondiale. E questa è una cosa che begli anni si è sentita dire spesso. Ma stavolta lo dice un sondaggio condotto in 68 diversi Paesi in tutto il mondo dal prestigioso Worldwide Independent Network and Gallup. I cittadini che, alla domanda “Quale Paese pensi sia oggi la più grande minaccia alla pace mondiale?” hanno indicato gli Stati Uniti appartengono non solamente a Nazioni che in prima persona hanno potuto beneficiare della “pax americana” come quelli dell’area mediorientale e sudamericana (Argentina, Brasile e Perù in testa) ma provengono anche da partner storici e alleati NATO come Grecia e Turchia.
L’America si ritrova così al primo posto in classifica, con il 24 percento delle “preferenze” (accumulate anche grazie alla miserevole figura tenuta nell’ affaire Siria), inseguita da lontano dal Pakistan (8 percento) e dalla Cina (6 percento). Quarto posto condiviso da Afghanistan, Iran, Corea del Nord e (udite udite) da Israele, con il 5 percento dei voti. Israele è salita nei sondaggi dopo aver tuonato contro gli accordi nucleari presi con l’Iran e minacciato rappresaglie.
Interessante notare come una percentuale abbastanza significativa di cittadini statunitensi, intorno al 13 percento, abbia confessato di ritenere che la propria Nazione sia il pericolo più grande al precario status quo internazionale. Un altro sondaggio condotto dal AP-NORC Center for Public Affairs Research ha rivelato che secondo più del 50 percento dei cittadini americani intervistati il sistema politico statunitense deve essere “ completamente riformato”. Perdipiù, il 70 percento pensa che il governo Obama non sia in grado di fare fronte ai problemi e alle questioni principali che si porranno nel 2014
Non così scontato allora appare l’esito dell’altra grande domanda posta dal Worldwide Independent Network and Gallup agli intervistati, e cioè “Se non ci fossero ostacoli per vivere in qualunque parte del mondo, in quale paese vivresti?”: di nuovo gli Stai Uniti restano in testa, sebbene con un assai più risicato margine del 9percento.
Cosa ne possiamo dedurre? Che gli Stati Uniti sono un Paese prospero e pieno di benessere, certo, ma che per ottenere e mantenere questo benessere non si fanno scrupoli a fomentare o scatenare conflitti in aree del mondo ritenute strategiche. Siamo di fronte ad una Nazione ancora in grado di abbagliare molti nel mondo con il suo miraggio di ricchezza e di successo. Che però a detta dei suoi stessi coccolati cittadini rappresenta la principale minaccia alla pace mondiale e che necessiterebbe di un radicale mutamento in politica interna.
Viviamo oggi (ancora) nell’era geopolitica paventata da Carl Schmitt, in cui vi è una sola superpotenza egemone, che ritenendo di avere in tasca la formula per la felicità universale, si sente calvinisticamente in dovere di imporla al resto del globo terracqueo, garantendo una vita agiata ai propri cittadini, generando guerre e miseria negli altri Paesi grazie allo stesso modello.
L’America si ritrova così al primo posto in classifica, con il 24 percento delle “preferenze” (accumulate anche grazie alla miserevole figura tenuta nell’ affaire Siria), inseguita da lontano dal Pakistan (8 percento) e dalla Cina (6 percento). Quarto posto condiviso da Afghanistan, Iran, Corea del Nord e (udite udite) da Israele, con il 5 percento dei voti. Israele è salita nei sondaggi dopo aver tuonato contro gli accordi nucleari presi con l’Iran e minacciato rappresaglie.
Interessante notare come una percentuale abbastanza significativa di cittadini statunitensi, intorno al 13 percento, abbia confessato di ritenere che la propria Nazione sia il pericolo più grande al precario status quo internazionale. Un altro sondaggio condotto dal AP-NORC Center for Public Affairs Research ha rivelato che secondo più del 50 percento dei cittadini americani intervistati il sistema politico statunitense deve essere “ completamente riformato”. Perdipiù, il 70 percento pensa che il governo Obama non sia in grado di fare fronte ai problemi e alle questioni principali che si porranno nel 2014
Non così scontato allora appare l’esito dell’altra grande domanda posta dal Worldwide Independent Network and Gallup agli intervistati, e cioè “Se non ci fossero ostacoli per vivere in qualunque parte del mondo, in quale paese vivresti?”: di nuovo gli Stai Uniti restano in testa, sebbene con un assai più risicato margine del 9percento.
Cosa ne possiamo dedurre? Che gli Stati Uniti sono un Paese prospero e pieno di benessere, certo, ma che per ottenere e mantenere questo benessere non si fanno scrupoli a fomentare o scatenare conflitti in aree del mondo ritenute strategiche. Siamo di fronte ad una Nazione ancora in grado di abbagliare molti nel mondo con il suo miraggio di ricchezza e di successo. Che però a detta dei suoi stessi coccolati cittadini rappresenta la principale minaccia alla pace mondiale e che necessiterebbe di un radicale mutamento in politica interna.
Viviamo oggi (ancora) nell’era geopolitica paventata da Carl Schmitt, in cui vi è una sola superpotenza egemone, che ritenendo di avere in tasca la formula per la felicità universale, si sente calvinisticamente in dovere di imporla al resto del globo terracqueo, garantendo una vita agiata ai propri cittadini, generando guerre e miseria negli altri Paesi grazie allo stesso modello.
domenica 5 gennaio 2014
Siria, Ministro della Salute: più di 2.177.000 bambini sono stati vaccinati
Siria, Ministro della Salute: più di 2.177.000 bambini sono stati vaccinati contro la polio, che conferma il successo e l'impegno del settore sanitario per fermare la diffusione della malattia.
*
Damasco / Il Ministro della Salute, il do...ttor Saad Nayef, ha discusso oggi con il responsabile delle strategie di supporto alle operazioni e ricerche sulla poliomielite presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Christopher Maher, gli sforzi da parte del Ministero della Salute per mettere fine alla diffusione della polio, e le campagne nazionali di vaccinazioni contro questa malattia.
Il ministro Nayef ha detto che il ministero aveva preso misure tempestive per prevenire la diffusione della polio, soprattutto nel governatorato di Deir Ezzor, lanciando sei campagne di vaccinazione.
Egli ha fatto sapere che la scorsa stagione, queste campagne hanno raggiunto più di 2.177.000 bambini, esso conferma il successo e l'impegno del settore sanitario nel prevenire e fermare la diffusione della malattia.
Da parte sua, Maher ha sottolineato che la strategia adottata dal Ministero della Salute per l’eradicazione della polio è la quella corretta e che essa rientra nel più alto livello di risposte internazionale a tale malattie.
Il Ministero della Salute ha annunciato un piano per lanciare altri sei campagne di vaccinazione, il primo è stato lanciato il mese scorso dopo aver scoperto 17 casi di polio, 15 dei quali a Deir Ezzor, e uno a Douma e uno ad Aleppo.
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Damasco / Il Ministro della Salute, il do...ttor Saad Nayef, ha discusso oggi con il responsabile delle strategie di supporto alle operazioni e ricerche sulla poliomielite presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Christopher Maher, gli sforzi da parte del Ministero della Salute per mettere fine alla diffusione della polio, e le campagne nazionali di vaccinazioni contro questa malattia.
Il ministro Nayef ha detto che il ministero aveva preso misure tempestive per prevenire la diffusione della polio, soprattutto nel governatorato di Deir Ezzor, lanciando sei campagne di vaccinazione.
Egli ha fatto sapere che la scorsa stagione, queste campagne hanno raggiunto più di 2.177.000 bambini, esso conferma il successo e l'impegno del settore sanitario nel prevenire e fermare la diffusione della malattia.
Da parte sua, Maher ha sottolineato che la strategia adottata dal Ministero della Salute per l’eradicazione della polio è la quella corretta e che essa rientra nel più alto livello di risposte internazionale a tale malattie.
Il Ministero della Salute ha annunciato un piano per lanciare altri sei campagne di vaccinazione, il primo è stato lanciato il mese scorso dopo aver scoperto 17 casi di polio, 15 dei quali a Deir Ezzor, e uno a Douma e uno ad Aleppo.
giovedì 2 gennaio 2014
mercoledì 1 gennaio 2014
Il presidente, Vladimir Putin, Martedì, ha sottolineato il sostegno della Russia alla conferenza internazionale sulla Siria "Geneva 2."
ITAR TASS ha citato Martin Nesirky, portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, dicendo che il Presidente Putin ha sottolineato il sostegno di Mosca a Ginevra 2 durante una conversazione telefonica con il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.
Da parte sua, il Cremlino ha detto che le due parti hanno sottolineato la necessità di unire gli sforzi internazionali per combattere le minacce terroristiche nel mondo.
Russia continuerà a inviare aiuti umanitari in Siria
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Il Ministero degli Esteri russo ha annunciato in un comunicato che continuerà ad inviare aiuti umanitari al popolo siriano, in particolare durante l'inverno, e che tale aiuto sarà inviato sia alle popolazioni colpite dal terrorismo all'interno della Siria che ai siriani sfollati nei paesi limitrofi.
L'ultimo cargo russo, di 32 tonnellate di aiuti umanitari, è arrivato Lunedi, all’aeroporto al-Bassel in Lattakia.
Da parte sua, il Cremlino ha detto che le due parti hanno sottolineato la necessità di unire gli sforzi internazionali per combattere le minacce terroristiche nel mondo.
Russia continuerà a inviare aiuti umanitari in Siria
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Il Ministero degli Esteri russo ha annunciato in un comunicato che continuerà ad inviare aiuti umanitari al popolo siriano, in particolare durante l'inverno, e che tale aiuto sarà inviato sia alle popolazioni colpite dal terrorismo all'interno della Siria che ai siriani sfollati nei paesi limitrofi.
L'ultimo cargo russo, di 32 tonnellate di aiuti umanitari, è arrivato Lunedi, all’aeroporto al-Bassel in Lattakia.
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